Incollo un’interessante proposta inoltrata da Davide sul nostro gruppo google:
“
Secondo me, oltre la protesta ci deve essere un ramo propositivo
che parte dal nostro piccolo, ovvero il dipartimento. Dobbiamo
incominciare a migliorare il nostro “mondo”, trovare le magagne e
denunciarle , fare proposte ai docenti , ecc.
Qualcuno potrebbe dire : “questo è il compito dei rappresentanti!”
Bhe so per certo che un rappresentante se non è supportato da
nessuno, rimane inascoltato sia dai docenti che dagli studenti.
Invece se fosse il tramite tra il nostro gruppo e i piani alti,
avrebbe sempre proposte concrete e avrebbe un gruppo dietro che lo
supporta, in modo da non dover subire ( almeno non totalmente) le
rappresaglie di quei professori che hanno grande potere nei consigli.
Inoltre sarebbe un modo di conservare il gruppo formato fino ad ora,
quando la protesta contro la legge terminerà.
Infine, a me pare giusto il seguente ragionamento:
Noi stiamo difendendo i fondi per il nostro diritto allo studio dai
tagli del Governo, ma questi fondi devono essere ben spesi nel nostro
dipartimento e il diritto allo studio tutelato. Quindi bisogna agira
anche all’interno.
Ringrazio Davide per la proposta (spero ti faccia piacere la visibilità che le ho dato sul blog, se vuoi linko il tuo nome al tuo indirizzo e-mail) che a me piace moltissimo. Forse mettere le mani proprio sulle entrate del dipartimento è un po’troppo difficile, e non è necessario.
Può essere sufficiente cominciare dalle cose più piccole: indagare sui docenti che non si fanno trovare agli orari di ricevimento, o che non si presentano a lezione (e la gente che prende il treno da lontano perde due ore a vuoto), rimproverare e umiliare i nostri “colleghi” che rovinano tavoli scrivono sui muri rompono attrezzature etc. o FANNO CHIASSO IN SALA LETTURA. Mentre riguardo le magagne dei docenti…ci sono certi uffici di certi prof quasi sempre deserti…ora non so come dovrebbe funzionare, ma secondo me qualcosa che non dovrebbe succedere succede…
Ho sentito che a Napoli affiggeranno ai muri la ‘lista della vergogna’ con i nominativi dei condomini che non fanno la raccolta differenziata. Secondo me è un’idea geniale, xchè visto che non si può agire sul senso civico, almeno si può agire sull’orgoglio.
Potremmo formare un gruppo di lavoro che si occupi di stilare i problemi e i sospetti, e di pianificarne il metodo di denuncia più efficace. Daltronde la nuova presidentessa del C.d.L. mi sembra moltissimo a favore della ‘denuncia magagne’, per nostra fortuna…
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